Domande di Prestiti e Mutui: I Semestre 2012 Negativo

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Barometri CRIF di Giugno 2012: dati statistici su prestiti e mutui

Domande di prestiti in calo dell’8% e quelle di mutui a picco: -44%. E’ questo quanto evidenziato dai dati riferiti alla domanda di finanziamenti e mutui ipotecari nei primi 6 mesi del 2012, in rapporto all’analogo periodo del 2011, secondo i rilievi statistici dei rispettivi barometri CRIF, strumenti di analisi fondati sui dati EURISPES, il Sistema di Informazioni Creditizie della Centrale RIschi Finanziari.

Alla base di questi dati negativi, come viene fatto notare dagli analisti CRIF, permane la situazione di grande incertezza percepita dalle famiglie italiane, poco inclini a chiedere credito in considerazione degli alti livelli di disoccupazione, soprattutto giovanile, del crollo della fiducia e di quello dei consumi, con particolare riferimento ai beni durevoli, come nel caso del settore auto.
Inoltre resta sempre elevata la stretta sul credito, che si traduce in maggiori difficoltà nell’ottenere prestiti e mutui e in tassi di interesse elevati applicati su tutte le forme di finanziamento.

Analizzando l’andamento della domanda di prestiti alle famiglie, il dato riportato nel Barometro CRIF riferito ai primi 6 mesi del 2012 ha evidenziato un calo del -8% rispetto al primo semestre 2011, mentre se si guarda al dato di Giugno 2012, viene confermata la variazione nulla registrata anche a Maggio.
Scendendo in un’analisi più specifica, analizzando cioè i dati riferiti ai prestiti personali e ai prestiti finalizzati del primo semestre 2012, si nota che la classe di importo più richiesta per i finanziamenti finalizzati è stata quella fino a 5.000 €, sulla quale si è concentrato il 69,10% delle domande, mentre l’importo medio è stato di 5.041 €, dunque in calo rispetto alla media di 5.412 € registrata nel primi 6 mesi del 2011.
Più alto invece l’importo medio riferito ai prestiti personali, attestatosi a 12.014 €, comunque sempre in calo rispetto all’analogo periodo dell’anno passato, quando la media era di 12.380 €.
Le classi di importo più richieste sono state quelle tra 5.000 e 10.000 euro (29,72%) e tra 10.000 e 20.000 euro (29,21%).
In un clima di generale contrazione dei consumi, i motivi della piccola ripresa dei prestiti fatta registrare a Maggio e Giugno 2012, vengono spiegati da Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF: “…Ulteriori rinvii di alcuni acquisti emergono come non praticabile, e questo probabilmente spiega la “ripresina” della domanda di prestiti evidenziatasi a maggio e giugno. Per evitare il consolidamento di questa dinamica comunque negativa nell’immediato giocherà un ruolo fondamentale anche il prolungamento di iniziative di sostegno come, ad esempio, la moratoria sui debiti, in scadenza a fine luglio”.
Dunque l’inversione di tendenza nel settore del credito al consumo pare essere ancora lontana.




Se la variazione della domanda di prestiti personali e finalizzati per il primo semestre 2012 resta in territorio negativo, quella di mutui fa segnare un “profondo rosso”, con una variazione del -44% rispetto ai primi 6 mesi dell’anno precedente, dato di poco peggiore rispetto al -42% registrato a Giugno 2012 e riferito alla variazione della domanda di mutui ipotecari.
Se poi si estende il confronto del trend delle richieste di mutui ad altri anni, si nota come rispetto al 2010 il calo sia stato del -49% e addirittura del -50% in confronto al 2009.
Analizzando più specificamente le domande di mutui riferite ai primi 6 mesi del 2012, si nota come la durata preferita sia quella tra i 25 e i 30 anni, sulla quale si concentra il 30,5% delle richieste totali, mentre le classi di importo di mutui ipotecari preferite siano quelle tra 100.000 e 150.000 euro (29,34%) e fino a 75.000 euro (24,43%). L’importo medio richiesto nel I semestre 2012 è stato di 131.765 €, in calo rispetto ai 137.055 € dello stesso periodo del 2011.
Oltre alla difficile situazione dell’economia italiana, Enrico Lodi individua anche altri fattori che possono aver inciso negativamente sulla domanda di mutui residenziali come: “… l’aumento dei tassi di interesse applicati ai nuovi contratti, l’introduzione dell’IMU oltre all’irrigidimento dei criteri di concessione derivanti dalle difficoltà di provvista da parte degli istituti di credito”.

Ancora una volta i dati positivi giungono invece dalle domande di credito da parte delle imprese (ditte individuali e società di persone e capitali), che a Giugno 2012 sono aumentate del 12% rispetto allo stesso mese del 2011, esattamente come accaduto a Maggio, ma soprattutto hanno fatto segnare una crescita del +4,7% nei primi 6 mesi del 2012, rispetto all’analogo periodo del 2011.
Questo dato è ancora più significativo se si considera che, l’anno scorso, la variazione anno su anno era stata negativa (-0,7%).
Il dato semestrale resta positivo (+3,9%) se riferito al confronto con il 2010, mentre vira in territorio negativo (-4,9%) in rapporto al 2009, anno in cui i timori della crisi economica successiva iniziavano a manifestarsi, riflettendosi sulle richieste di credito da parte delle imprese.
Nello specifico nei primi 6 mesi del 2012 c’è stato uno spostamento delle domande verso classi di importo più elevate, anche se i finanziamenti fino a 5.000 € hanno continuato ad essere i più richiesti, rappresentando il 35,8% del totale. L’importo medio richiesto nel primo semestre 2012 è risultato in aumento rispetto all’analogo periodo del 2011: 45.171 € contro 38.900 €.
A livello regionale, solo le imprese di Lazio, Marche e Sicilia nel I semestre dell’anno in corso hanno ridotto le domande di finanziamenti, mentre in Sardegna, Liguria, Molise e Valle d’Aosta ci sono stati incrementi in doppia cifra.
Enrico Lodi fornisce una possibile spiegazione relativa all’inversione di tendenza del settore del credito alle imprese dicendo che: “… può essere interpretata come un ulteriore segnale della necessità da parte delle imprese italiane, tradizionalmente sottocapitalizzate, di raccogliere sul mercato del credito le risorse necessarie a finanziare l’attività e gli investimenti”, suggerendo anche una soluzione per il futuro: “…sarebbe però necessario che le nostre imprese cercassero di ‘internazionalizzare’ anche le fonti di finanziamento, approvvigionandosi su mercati più liquidi e qualificandosi di fronte a nuovi investitori sulla base del proprio merito creditizio certificato, ad esempio, da un rating”.

Insomma, dai dati statistici del Barometro CRIF di Giugno 2012, pare evidente che gli effetti della crisi economica e finanziaria restano pesanti, soprattutto per le famiglie italiane, che chiedono sempre meno prestiti personali, finanziamenti finalizzati ma soprattutto mutui e, quando lo fanno, è per necessità irrinunciabili e non più rimandabili.

 

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